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Cosa beviamo

L’acqua e l’aria, i due fluidi essenziali da cui dipende tutta la vita, sono diventati bidoni della spazzatura a livello mondiale” – (J. Y. Cousteau, 1910-1977)

 

Se mangiare sano ma anche solo non ingerire cibi lavorati e materie prima non trattate con sostanze chimiche dannose all’organismo sta diventando sempre più complicato perchè non riusciamo più a capire cosa sia veramente naturale, senza chimica aggiunta a bombardare gli alimenti, animali e vegetali che siano, il vero grande rischio in termini di salute può però venire da ciò che beviamo.

L’acqua è certamente il primo elemento naturale in termini di quantità che il nostro organismo ingerisce direttamente o per osmosi attraverso la pelle.

Siamo composti per il 70% da acqua e dobbiamo costantemente integrare il corpo con questo prezioso elemento. Questo ci fa intuire come immettere nel nosto corpo una sostanza pura non alterata da sostanze chimiche dannose al nostro organismo sia fondamentale.

Ingeriamo grandi quantità di acqua tutti i giorni, prepariamo i cibi lavandoli, mentre ci alimentiamo beviamo le sostanze liquide contenute negli alimenti che a loro volta sono stati coltivati annaffinadoli o con acqua piovana o con acqua dei pozzi e dei caali di irrigazione, ci laviamo noi stessi assorbendo acqua dalla nostra pelle, laviamo i denti e se in questa sono contenute sostanze chimiche dannose all’organismo questo può essere un grande problema per la nostra salute.

Questo ci fa capire quanto la purezza dell’acqua in qualsiasi forma venga assorbita dal nostro corpo sia fondamentale per immettevi sostanze salutari, fondamentali per la vita e almeno non dannose.

Test di laboratorio confermano purtroppo che nel nostro organismo sono presenti sostanze chimiche potenzialmente nocive e che in qualche modo abbiamo ingerito in maniera diretta o indiretta attraverso l’ingestione di acque o di cibi contaminati. È assodato che siano presenti nel nostro corpo, anche in quello dei bambini, le famigerate microplastiche che ingeriamocon l’acqua che beviamo ogni giorno ma anche dai cibi che contengono a loro volta queste sostanze. Il primo processo di ingestione di microplastiche sembra chiaro sia da imputare ai filtri che non riescono a essere una barriera idonea per queste sostanze troppi piccole per il filtraggio e così le incameriamo nel nostro corpo. La stessa cosa accade per i pesci che ingeriscono plastiche decomposte e presenti nell’acqua del mare, non essendo state le plastiche stesse bloccate dai filtri dei depuratori che scaricano in mare e rilasciano queste sostanze. C’è il fenomeno legato allo sversamento per incuria ma anche per dolo dell’uomo che non stocca i residui plastici della lavorazione in maniera idonea e a causa di agenti atmosferici estremi (vento e pioggia) finiscono in mare. Queste a contatto con l’acqua dopo un certo periodo si scindono negli eelementi micro componenti il materiale e finiscono per diventare involontario cibo delle creature marine, attratti da questi micro pezzi piccoli e colorati e simili per movenze e per riflessi nell’acqua alle prede abituali degli animali acquatici.

Abbiamo visto in televisione quelle orribili scene di isole di plastica galleggianti nel mare ma anche a causa dei moti ondosi invadere le risacche sulla costa e sulle spiagge e contro le quali l’uomo non riesce a opporsi in maniera efficace. Ma forse questo disastro ecologico delle plastiche galleggianti nei nostri mari non è niente in confronto alle microplastiche che ridotte a elementi micro, vengono ingerite dagli esseri viventi con danni enormi alla salute di noi umani e delle creature della natura.

Abbiamo sentito dei problemi di inquinamento delle falde acquifere sotterranee dove sostanze chimiche di risulta di alcune produzioni industriali, dannose all’organismo, sono state negligenemente lasciate percolare nel terreno e da questo raggiungere le falde sottostanti, inquinando le acque che arrivano nelle nostre case attraverso i pozzi, per lavarci, cucinare, bere e anche per irrigare i campi, dare da bere agli animali negli allevamenti e tanto altro.

Il riferimento è ai territori tra Vicenza, Verona e Belluno per lo sversameno delle famigerate PFAS da parte della azienda chimica situata nel territorio veneto.

Sappiamo tutti cosa sia stato creato dallo sversamento criminale e sconsiderato di sostanze tossiche in maniera fraudolenta in discariche non autorizzate e rendere intere aree nocive all’essere umano, per l’emissione nell’aria, nei terreni e nelle acque di sostanze altamente inquinanti e dannose all’organismo. E dopo tutto questo proseguire in queste aree a coltivare la terra, produre alimenti e venderli nei mercati agli ignari consumatori.

Mi riferisco per quest’ultimo elemento alla terra dei fuochi nell’area campana nelle province di Napoli e Caserta ma non solo lì come le recenti cronache hanno denunciato.

Navi piene di sostanze chimiche fatte affondare in mare e lasciate depositare sui fondali cariche di veleni che certamente il mare dopo che i contenitori avranno perso l’isolamento per il disfacimeno dei materiali rilasceranno il loro carico di morte in mare inquinando coste e uccidendo flora e fauna.

Aziende e imprenditori a cui non è interessato nulla di avvelenare le nostre acque, criminalità organizzata che ha preso in mano il lucroso business dello smaltimento delle sostanze tossiche e ha devastato in maniera irreparabile territori e consentito che intere comunità ignare bevessero veleni con conseguenze irreparabili.

 

I nostri bambini, noi adulti, gli anziani sviluppiamo allergie, malattie respiratorie nei casi più gravi malformazioni, tumori e non sappiamo le ragioni di questi problemi molto spesso letali perchè incurabili?

Interroghiamoci su cosa ci circonda e cosa acquisisce ogni giorno il nostro organismo dall’acqua che non solo beviamo, dagli alimenti che mangiamo e dall’aria che respiriamo.

Come possiamo sapere se i prodotti della terra che portiamo sulle nostre tavole sono stati irrigati da acque non contaminate, coltivati in terreni non  inquinati, se le carni che mangiamo non provengano da allevamenti che hanno bevuto acque avvelenate da sostanze tossiche.

Il marchio “bio” sui prodotti secondo me non è sufficiente a garantire che la filiera non sia stata contaminata da sostanze potenzialmene nocive. Non basta non irrorare i prodotti di diserbanti e non dare antibiotici agli animali che alleviamo e poi mangeremo. L’acqua che sostiene l’agricoltura e gli allevamenti è sufficientemente pura e priva di sostanze tossiche dannose? L’aria che respirano le piante e gli animali è sufficientemente pura e inoltre alle prime piogge il monossido di carbonio e le polveri sottili, presenti in atmosfera, ricadono su coltivazioni e allevamenti avvelenandole a poco a poco?

Negli ultimi anni un’attenzione sempre maggiore a livello europeo e anche nelle organizzazioni centrali dello stato è stato dato ai controlli sulle acque. Sono sorti organi di controllo e i test a campione delle acque sono sempre più presenti. È importante il monitoraggio attento a livello comunale perchè il territorio è frastalgiato e disomogeneo e gli organi preposti devono vigilare attentamente alle pratiche criminali che inquinano i territori.

Dare una patente alle acque delle falde, delle sorgenti e dei fiumi (una sorta di bandiera blu delle acque del mare) sarebbe fondamentale per capire se quelle disciolte negli alimenti per via dell’irrigazione nelle coltivazioni o ingerite dagli animali allevati e che indirettamente finiscono nel nostro organismo sono idonee o se nocive.

Una maggiore sensibilità delle istituzioni e controlli a tappeto più sringenti potrebbero portare a risolvere nel tempo situazioni che in passato, lasciate andare hanno portato a disastri ambientali enormi.

E chi ne fa le conseguenze siamo noi cittadini.

 

 

Nota a margine del testo:

In questo lavoro i dati, i contenuti e le affermazioni citati sono stati raccolti da testi studiati oppure catturati da siti internet attendibili e verificati. Tutti i riferimenti sono citati in bibliografa e sitografia e puntualmente a piè di pagina dove citati. Mi scuso fin da subito per qualsiasi errore e imprecisione nei riferimenti, nei dati, citazioni, affermazioni e descrizioni, se gli errori abbiano in qualche modo urtato la sensibilità del lettore, anche semplicemente per onore di verità. Mi rendo da subito disponibile a effettuare tutte le correzioni necessarie, ponendo in evidenza le inesattezze riportate. Sappiate che la buona fede dello scrivente è garantita

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