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Materie umanistiche o materie scientifiche?

“… In realtà le materie scientifiche e quelle umanistiche non sono separate da muri, bensì connesse da ponti. Sta allo studioso percorrere questi ponti in un verso e nell’altro e trovare le infinite connessioni tra queste” (conversazione privata con il Prof. P. M. Mariano, 2016)

 

Gli studenti che affronteranno tra poco piu’ di un mese il passaggio dalla scuola media alle superiori e quelli che faranno il grande salto verso gli studi universitari sono gia’ stati chiamati a scegliere il tipo di studi che intraprenderanno. Non voglio in alcun modo influenzarla con questo mio articolo perche’ la decisione maturata piu’ o meno consapevolmente sono certo e’ stata frutto di decisioni ponderate, supportati dalla famiglia e dai docenti. So anche che in molte scuole gli studenti che affrontano questo momento fondamentale di passaggio per la loro formazione scolastica trascorrono delle giornate di orientamento con professionisti qualificati i quali rilasciano delle valutazioni sulle caratteristiche personali e sulle aree a maggior rendimento sulla base dei test attitudinali e dei colloqui svolti.

Mi pongo sempre nell’ottica del genitore che tra qualche anno si trovera’ a dover supportare in questa scelta i suoi figli e da osservatore del mondo che cambia e delle tecnologie che stanno entrando prepotentemente nello scenario della vita privata e lavorativa di tutti noi, mi sembra che questa debba essere fatta preparandosi al meglio a maneggiare questi nuovi strumenti.

Il mercato del lavoro del resto ci lancia inequivocabilmente dei segnali che vanno in una direzione ben precisa e non possiamo trascurarli. Proprio per questo motivo oggi e soprattutto con uno sguardo proiettato a domani alcuni tipi di studi e di programmi nelle scuole superiori mi sembrano datati e necessitano di una forma di revisione per allineare il pacchetto formativo agli stimoli e al cambiamento che il mercato del lavoro sta ampiamente fornendo.

E’ vero anche che la cultura nel senso generale del termine deve mantenere il suo spazio vitale e ricevere risorse economiche e umane per approfondire i diversi campi del sapere, anche e forse soprattutto quelli con minori sbocchi verso carriere solide e piu’ remunerative. La cultura e’ fine a se stessa e non deve avere altre finalita’ se non la cultura in se stessa e il suo approfondimento. Non si possono abbandonare alcuni tipi di studio per il fatto che le tecnologie e la vita in genere stanno cambiando, sterzando bruscamente verso concetti e conoscenze “scientifiche” specifiche: quando faccio queste considerazioni mi vengono in mente lo studio del greco e del latino, della storia dell’arte nei licei.

Se potessi selezionare un pacchetto formativo ad hoc molto probabilmente nelle scuole superiori potenzierei le ore dedicate allo studio della matematica e delle scienze e piu’ in generale le tecnologie del futuro e in particolare dell’informatica, con l’approfondimento di uno o piu’ linguaggi di programmazione per la progettazione degli algoritmi.

I ragazzi che oggi si preparano a sedersi per la prima volta sui banchi della scuola elementare e che quindi termineranno i loro studi universitari tra vent’anni circa, non possono neanche immaginare (e noi adulti con loro) le professioni che nel 2050 si troveranno a dover esercitare: l’avvento dell’intelligenza artificiale, delle biotecnologie, della meccatronica e le diverse e innumerevoli applicazioni di tutte queste branche della scienza tecnica, come anche le nuove ricerche nell’ambito delle fonti rinnovabili per la produzione di energie pulite, i mezzi per il trasporto di persone e di cose a guida autonoma, le scoperte in campo farmaceutico e biomedico, stanno aprendo nuovi e inattesi scenari alla vita comune delle persone e che volente o nolente cambieranno anche il mercato del lavoro. E’ vero alcuni lavori “umani” sono destinati a scomparire perche’ sostituiti da macchine piu’ veloci ed efficaci, ma le nuove frontiere apriranno mondi inesplorati ad attivita’ lavorative oggi non ancora immaginabili.

Basti pensare alle sfide che la vita ci sta ponendo nell’ambito del cambiamento climatico, al riscaldamento globale e a come l’uomo debba fronteggiarle investendo in nuove tecnologie e in risorse economiche e anche umane per cercare di abbattere le emissioni in atmosfera e rendere il mondo piu’ pulito e vivibile per le generazioni future. Tutti i governanti e le loro decisioni devono andare nella direzione di tutelare il fragile ecosistema dove abitiamo e ogni paese nessuno escluso soprattutto quelli a maggiore industrializzazione e con una popolazione significativa in termini numerici deve adoperarsi in questo obiettivo globale.

Quello che mi sento di dire ai giovani che si lanciano nel meraviglioso mondo dell’educazione scolastica e’ comunque come primo e fondamentale passo di capire bene se stessi, conoscere le loro caratteristiche personali, i sogni, le inclinazioni, i talenti e le potenzialita’ nascoste su cui lavorare per farle emergere e tentare di eccellere ma acnhe solo essere felici delle proprie scelte. Non si devono avere obblighi o influenze esterne nelle scelte ma soltanto degli orientamenti. Quando si e’ costruita una solida impalcatura personale, allora ci si puo’ rivolgere al mondo esterno della formazione scolastica e successivamente alla sfera lavorativa con le idee chiare sul campo di interessi da approfondire.

Buono studio

 

Nota a margine del testo:

In questo lavoro i dati, i contenuti e le affermazioni citati sono stati raccolti da testi studiati oppure catturati da siti internet attendibili e verificati. Tutti i riferimenti sono citati in bibliografa e sitografia e puntualmente a piè di pagina dove citati. Mi scuso fin da subito per qualsiasi errore e imprecisione nei riferimenti, nei dati, citazioni, affermazioni e descrizioni, se gli errori abbiano in qualche modo urtato la sensibilità del lettore, anche semplicemente per onore di verità. Mi rendo da subito disponibile a effettuare tutte le correzioni necessarie, ponendo in evidenza le inesattezze riportate. Sappiate che la buona fede dello scrivente è garantita.

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