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	<title>Daniele Rosselli, Autore a Rosselli di Gimigliano</title>
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	<description>Famiglia Rosselli di Gimigliano</description>
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		<title>Il web è l’oppio dei popoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[M'Impegno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Chi parla il linguaggio della verità e dei fatti viene attacato e definito bugiardo, traditore e propagatore di fake news”...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">Chi parla il linguaggio della verità e dei fatti viene attacato e definito bugiardo, traditore e propagatore di fake news</span></i><span style="font-weight: 400;">” (Hedges 2017)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il potere è sapere.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una volta più di oggi, il potere risiedeva nella conoscenza dei fatti, della storia, degli eventi presenti e passati, dei personaggi pubblici e una ristretta elite aveva in mano le leve del sapere. Il popolo era mantenuto nell’ignoranza più totale in modo tale che potesse essere pilotato manovrandone azioni, comportamenti e scelte che in condizioni di buio assoluto, erano del tutto inconsapevoli. Si impediva a questo di studiare, di leggere, di ascoltare i sapienti. C’erano pochi libri e laddove presenti, erano in pochi in grado di poterli consultare, men che meno leggere. Se un pover’uomo aveva dei dubbi, che povevano sorgergli dall’osservazione dei fenomeni naturali e sociali che vedeva svilupparsi attorno a sè, si rivolgeva ai “sapienti”, molto spesso gli ecclesiastici del luogo, i quali nella quasi totalità dei casi gli rispondevano “Così è, perchè è scritto nella Bibbia”. Se legittimamente lo stesso tentava un approfondimeto o poneva un quesito su un argomento non presente nei sacri testi, la risposta che riceveva era “Non è riportato nella Bibbia, vuol dire che non è importante saperlo”. E così il potere andava a braccetto con la sapienza ed entrambi  si tramandavano nelle cerchia di un ristretto gruppo di privilegiati, la cultura la detenevano in pochi e questi si prodigavano affinché le masse restassero nel buio più totale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Poi arrivò la Rivoluzione Scientifica e la condizione di ignoranza quasi assoluta iniziò a diminuire grazie all’impulso di uomini che volendo andare oltre i sentieri tracciati fino a quel momento, si spinsero a indagare al di là dei limiti e delle barriere innalzate da pregiudizi e preconcetti. Vi erano ragioni di natura economica dietro a questo rinnovato impulso di ricerca: la brama di nuove conquiste, di reperire materie prime (preziose e non solo) e risorse umane utili per i duri lavori manuali, il predominio in nuovi territori inesplorati e sulle sue popolazioni; tutto cio’ indusse i potenti a finanziare queste esplorazioni che aprirono il corso a scoperte scientifiche, tecniche, geografiche e mediche eccezionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi le cose sono cambiate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco qui di seguito il tasso di alfabetizzazione del mondo secondo </span><i><span style="font-weight: 400;">l’Human Development Report</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008.png"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-16355" src="http://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008.png" alt="" width="1350" height="625" srcset="https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008.png 1350w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-300x139.png 300w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-1024x474.png 1024w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-768x356.png 768w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-250x116.png 250w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-550x255.png 550w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-800x370.png 800w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-389x180.png 389w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-648x300.png 648w, https://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2023/05/World_literacy_map_UNHD_2007_2008-1080x500.png 1080w" sizes="(max-width: 1350px) 100vw, 1350px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">È vero che in alcune sacche del Sud del mondo non si sa ancora leggere e non si hanno strumenti per poter fare accedere all’insegnamento di base i bambini. L’abbandono scolastico è alto perchè le famiglie costrette dallo stato di estrema indigenza, inviano da piccolissimi i figli a lavorare nei campi e nelle piccole manifatture per produrre abbigliamento e/o oggetti di vario genere. Altro fattore sono le guerre che costringono i profughi a fuggire dalle loro terre non permettendo così ai bambini di potersi sedere sui banchi di scuola per cicli di studio costanti e regolari. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In generale però possiamo affermare che la quasi totalità della popolazione mondiale riesce a leggere e scrivere. La maggioranza dei bambini accede alle scuole dell’obbligo, le biblioteche sono aperte a tutti. Internet è una fonte inesauribile di dati da poter consultare, studiare, analizzare. Possiamo affermare, con i dovuti distinguo, che la conoscenza e’ a portata di tutti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma i potenti mantengono ancora una posizione di predominio rispetto alle masse, in una forma diversa da quella descritta in apertura di articolo, forse più subdola rispetto ai secoli che identifichiamo come Medio Evo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un momento storico come quello attuale in cui siamo inondati di informazioni, sui nostri smartphone, sui PC di casa e dell’ufficio, dalla tv, alla radio, lo snodo fondamentale non è più l’accesso all’informazione ma saper selezionare quella vera, genuina, reale, sana da quella falsa e inutile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando siamo in treno, autobus, alla fermata del pulman, ma anche per strada, non vediamo altro che masse di automi persi apparentemente nei loro pensieri, in realtà iper connessi alla rete internet con i loro strumenti tecnologici grazie ai quali ascoltano musica, guardano video, leggono. A volte mi è capitato di sbirciare sullo schermo dello studente seduto in treno al mio fianco (“Chiedo scusa per l’invasione nella privacy dell’ignaro studente”) e osservare che stava guardando un video demenziale, o giocando a un videogioco oppure ipnotizzato da un video di dolci cagnolini.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco questa è per lo più la fruizione che si fa oggi della enorme massa di dati messa a disposizione: una quantità di informazione spazzatura che serve solo per sviarci, distrarci portarci fuori strada da quelle che sono le informazioni valide e utili, che accrescerebbero il nostro bagaglio culturale e ci aiuterebbero a capire meglio noi stessi e il mondo che ci circonda.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se una volta si diceva che la religione era l’oppio dei popoli oggi possiamo tranquillamente affermare che i social network ne hanno preso il posto per onnubilare le menti e le coscenze delle persone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi attenzione a ciò che leggiamo, ascoltiamo, consultiamo sul web. Dobbiamo sempre avere una mente critica pronta in ogni circostanza a domandarci: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Quello che leggo è la verità o solo un tranello?</span></i><span style="font-weight: 400;">”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bibliografia e sitografia dell’articolo:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Y. N. Harari, “21 lezioni per il XXI secolo”, Bompiani, 2018</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><a href="https://hdr.undp.org/content/human-development-report-2014"><span style="font-weight: 400;">Human Development Report 2014 | Human Development Reports (undp.org)</span></a></li>
</ul>
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		<title>Incipit</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 14:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[M'Impegno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia” (Goethe, 1749 &#8211; 1832)&#8221; Inizio con questo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere,</em><br />
<em>della magia” (Goethe, 1749 &#8211; 1832)&#8221;</em></p>
<p>Inizio con questo primo introduttivo, la pubblicazione di una serie di articoli, in un percorso tutto personale di riflessioni, che potrei definire d’impegno, da cui il nome del blog, “M’Impegno”. Questi pensieri su argomenti di varia natura, in assoluta libertà e totale autonomia, senza colori, cercheranno di avere una cadenza settimanale e li inserirò in una pagina ad hoc del mio sito, www.rossellidigimigliano.it. Spero di coinvolgere con questo mio progetto, curiosi, appassionati, semplici internauti e lettori, che abbiano voglia di seguirmi e confrontarsi su riflessioni relative ad argomenti e temi di vario genere, dal sociale,<br />
all’economia, all’attualità, alla politica, alle nuove tecnologie. Saranno argomenti vivi e di una certa attualità, che mutuo dalla realtà attuale che osservo attorno a me, mentre vivo tutti i giorni la mia vita di uomo, di padre di famiglia, di lavoratore e che traggo dalla lettura dei quotidiani, libri e articoli su giornali, altri blog o dall’ascolto di dibattiti in tv o su internet.</p>
<p>Ho superato da qualche anno il “mezzo del cammin della mia vita” e con un certo percorso di vita alle spalle, chiamatela, esperienza, forse saggezza e percheà no, una certa lucida follia, sento di voler fornire il mio contributo alla discussione, la mia umile opinione, in maniera lucida e imparziale, su problematiche, questioni ed eventi che animano la discussione e il dibattito pubblici. Da qui l’esperienza diretta o quella assorbita dalla narrazione mediatica mi rende testimone, partecipe come spettatore, semplice fruitore/osservatore attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Tacere o rimanere indifferenti davanti a palesi situazioni di disagio e di difficoltà di molte o anche poche fasce della società non è più possibile. Il mio giudizio, le mie valutazioni, le mie proposte verranno condivise con i più, nel mio bacino di amicizie e di conoscenze e spero trovino condivisione, critiche aperte e costruttive, controproposte e che almeno stimolino un dibattito, un dialogo aperto attorno a questi temi e che siano il punto di partenza per l’approfondimento successivo su tavoli sempre più allargati. In fondo i canali di comunicazione social oggi servono proprio a questo.<br />
A valle di questi spunti di riflessione aperti, a chi avrà la curiosità di approfondirli, consiglierò le letture, tratte da brani o interi testi o da articoli su siti, il più possibile certificati e istituzionali e comunque sempre verificati per la loro trasparenza che sono serviti a me per studiare l’argomento trattato.<br />
Non mi resta che augurarvi buon viaggio, nella speranza di poter ricevere da voi, sui miei canali di comunicazione, che vi riporto qui di seguito, i consigli, gli spunti e le critiche costruttive, animati da un desiderio di migliorare noi stessi, la società in cui viviamo, proteggere l’ambiente in cui viviamo, sempre animati da spirito costruttivo, con i toni più pacati possibile, evitando i fenomeni di hating e di bullismo mediatici, nel pieno rispetto delle opinioni di tutti.</p>
<p>Buona lettura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Convegno: San Falco: da Peseca in terra d&#8217;Abruzzo</title>
		<link>https://www.rossellidigimigliano.it/convegno-san-falco-da-peseca-in-terra-dabbruzzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 08:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Convegno &#8211; 1 Settembre 2016 &#8211; Chiesa monumentale di San Domenico &#8211; Taverna (Cz) ore: 18:00</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4></h4>
<h4>Convegno &#8211; 1 Settembre 2016 &#8211; Chiesa monumentale di San Domenico &#8211; Taverna (Cz)<br />
ore: 18:00</h4>
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			</item>
		<item>
		<title>Annibale e Tiberio Rosselli: due Filosofi</title>
		<link>https://www.rossellidigimigliano.it/annibale-e-tiberio-rosselli-due-filosofi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 10:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Convegno &#8211; 1 Ottobre 2016 &#8211; Sala Consiliare del Comune di Gimigliano ore: 17:30 &#160; L&#8217;associazione Radici nel tempo ha...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h4>Convegno &#8211; 1 Ottobre 2016 &#8211; Sala Consiliare del Comune di Gimigliano<br />
ore: 17:30</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;associazione Radici nel tempo ha recentemente curato la stampa di una collana di testi sulla vita e le opere di alcuni Pensatori Calabresi. Il secondo volume di questa, dal titolo &#8220;Scienza e teologia nella Calabria moderna&#8221;, dà ampio spazio ai due filosofi gimiglianesi vissuti a cavallo tra il XV e XVI secolo, Annibale e Tiberio Rosselli. Alla presenza del Professor Molea, membro dell&#8217;Associazione Radici nel Tempo e del Professor Cirino che ha curato la realizzazione del volume sopra citato, approfondiremo in questo convegno la vita e le opere dei due pensatori gimiglianesi, nostri antenati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>Introduce:<br />
<strong>Peppina Minervini</strong>, Delegata alla cultura del Comune di Gimigliano</p>
<p>Saluti:<br />
<strong>Massimo Chiarella</strong>, Sindaco di Gimigliano<br />
<strong>Prof. Alfonso Molea</strong>, membro Associazione Radici nel Tempo<br />
<strong>Don Orlando Amelio</strong>, Parroco di Gimigliano</p>
<p>Interventi:<br />
<strong>Prof. Raffaele Cimino</strong>, Ricercatore c/o Dipart. Studi Umanistici Univ. Calabria &#8220;Scienza e Teologia nella Calabria Moderna&#8221;<br />
<strong>Ing. Daniele Rosselli</strong>, Coautore di <em>Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi</em> &#8211; &#8220;Storia della Famiglia Rosselli a Gimigliano nel XV e XVI sec.&#8221;</p>
<p>Esposizione dei documenti appena recentemente restaurati dell&#8217;archivio Rosselli di proprietà della famiglia Guglielmo Rosselli e figli.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rosselli e la ricerca genealogica sulle famiglie Benincasa e Trapasso</title>
		<link>https://www.rossellidigimigliano.it/rosselli-e-la-ricerca-genealogica-sulle-famiglie-benincasa-e-trapasso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 09:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gimigliano – Il desiderio di completezza, la voglia di conoscere, il bisogno di approfondire. Parte da tutto questo l’ultimo lavoro...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gimigliano </strong>– Il desiderio di completezza, la voglia di conoscere, il bisogno di approfondire. Parte da tutto questo l’ultimo lavoro letterario Daniele Rosselli, “Trapasso e Benincasa, due famiglie gimiglianesi”.</p>
<p>Daniele Rosselli, appassionato di genealogia, dopo aver dato alle stampe il primo lavoro sulla famiglia Rosselli, si rende conto che la ricerca genealogica sulla sua famiglia si sarebbe completata solo dopo aver esplorato l’altro grande ramo della famiglia, il ramo materno fondato sul ceppo dei Trapasso. E’ così che inizia questo secondo lavoro di ricostruzione genealogica di due importanti famiglie gimiglianesi presentato al pubblico martedì scorso.</p>
<p>“I Benincasa- come illustrato nel corso dell’incontro da Daniele Rosselli- hanno origine dai Benincà, che dalla Sicilia migrarono verso il sud Italia nel XIV secolo,ed è nel Catasto onciario di Napoli che si ha la prima traccia dei Benincasanel 1600. Fra i personaggi più illustri, Santa Caterina da Siena figlia di Jacopo Benincasa, mentre sono diverse le proprietà immobiliari appartenute alle famiglie Benincasa dal centro al nord Italia”.</p>
<p>La ricerca si concentra poi nell’archivio del comune di Gimigliano e nell’archivio delle parrocchie locali “con i quali si riesce a ricotruire la storia dei due cognomi dal 1740 fino ai giorni nostril- conclude Rosselli – attraverso la non semplice mappatura di dieci generazioni diverse tutte collegate e intrecciate in documenti contenuti anche nell’archivio di Stato di Catanzaro”.</p>
<p>Presenti alla presentazione del libro anche l’assessore alla cultura Peppina Minervini e il consigliere comunale Cesare Paonessa, il parroco Don Orlando Amelio, l’addetto alla Biblioteca comunale Antonio Mazza e l’architetto Salvatore Tozzo, vecesindaco del Comune di Magisano.</p>
<p>L’architetto Tozzo, conoscitore del luogo nel quale ha lavorato per 10 anni mettendfo nero su bianco diversi progetti di notevole interesse culturale, ha invitato i gimiglianesi a “vedere il territorio di Gimigliano con occhi diversi, valorizzando le chiese diroccate, il carrello del marmo verde, e a studiare la storia dei personaggi contenuti nei libri scritti da Rosselli perchè creano un collegamento con la storia dei comuni della Presila, e possono fare di Gimigliano un punto di riferimento culturale e turistico, valorizzando il centro storico che ha il particolare di essere stato progettato a “spina di pesce”.</p>
<p>Infine Don Orlando Amelio ha focalizzato l’attenzione verso “la necessità di un’apertura culturale che può avvenire con l’elaborazione di libri di questo genere che sono un bene per la comunità, segno di amore che diventa opera”.</p>
<p>La presentazione si è conclusa con la suggestive esibizione dei fratelli Trapasso, dell’associazione Gil Evans, che hanno egregiamente interpretato “Ciao amore, Ciao” di Luigi Tenco.<br />
<em><br />
di Claudio Rotella</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<a href="http://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2016/02/rosselli_art_2.png" target="_self" class="qbutton normal_button medium left" style="font-style: normal; font-weight: 500; "><span>PDF Download</span></a>
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			</item>
		<item>
		<title>Un libro per ricostruire la storia delle famiglie Rosselli e Trapasso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 08:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gimigliano 05-01-2016 – Le famiglie gimiglianesi Trapasso e Benincasa ricostruite dall’anno 1600 ad oggi con la dedizione e la ricerca...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gimigliano 05-01-2016</strong> – Le famiglie gimiglianesi Trapasso e Benincasa ricostruite dall’anno 1600 ad oggi con la dedizione e la ricerca storico-archivistica dell’Ingegner Daniele Rosselli, che poco più di un anno fà aveva presentato il lavoro dedicato alla storia della sua famiglia “Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi”. Il nuovo libro di Rosselli, “Trapasso e Benincasa. Due famiglie gimiglianesi”, sarà presentato martedì 5 gennaio alle 18 presso il salone della Chiesa dell’Angelo.</p>
<p>Anticipando la presentazione del suo libro Daniele Rosselli afferma: ”Alcune di queste storie raccontate sono legate a doppio filo ad alcune vicende nazionali e non solo, in un’ampia appendice abbaimo dato un quadro di quelle che erano le vicende storiche chef anno da sfondo ai racconti dei nostril avi”. I “Trapasso” e i “Benincasa” sono due cognomi molto comuni nel territorio senonchè due ceppi molto radicati nel contest sociale attuale. Una parte del volume è dedicata invece, alla ricostruzione cronologica dei parroci e dei sindaci che sis ono succeduti dal 1700 ai nostril giorni.<br />
di Claudio Rotella</p>
<p>&nbsp;</p>
<a href="http://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2016/02/articolo_rosselli.png" target="_self" class="qbutton normal_button medium left" style="font-style: normal; font-weight: 500; "><span>PDF Download</span></a>
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		<title>I &#8220;Rosselli&#8221; aumentano la visibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2015 13:51:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo Marzo vedrà la luce il sito internet &#8220;www.rossellidigimigliano.it&#8220;, dove abbiamo condensato le informazioni fondamentali contenute nel nostro libro:...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo Marzo vedrà la luce il sito internet &#8220;<strong>www.rossellidigimigliano.it</strong>&#8220;, dove abbiamo condensato le informazioni fondamentali contenute nel nostro libro: &#8220;Rosselli di Gimigliano. Dalle origini a noi&#8221;, pubblicato a Luglio dello scorso anno.</p>
<p>Lo scopo è quello di diffondere il più possibile le notizie e le informazioni su alcuni dei personaggi del panorama storico culturale appartenuti alla famiglia Rosselli di Gimigliano, come filosofi <em>Annibale</em> e <em>Tiberio Rosselli</em>, vissuti rispettivamente nel XVI e XVII secolo, il <em>Cameriere d&#8217;onore dei Papi</em> Benedetto XIV e Pio VI, <em>Mons. Tiberio Rosselli</em> e ancora nello stesso secolo l&#8217;<em>Abate Giacomo Rosselli</em>, tenutario dell&#8217;abbazia di Pesaca, a Taverna.</p>
<p>Nel sito ci sarà una timeline, con immagini legate a questi personaggi, alle loro opere e alcuni cenni alle loro biografie.</p>
<p>Un&#8217;ampia sezione sarà dedicata all&#8217;<strong>archivio Rosselli</strong>, con le immagini dei documenti più significativi in modo da poter condividere questi preziosi testi del passato con tutti quelli che saranno interessati alla storia della nostra famiglia.</p>
<p>Una sezione è dedicata a <strong>Gimigliano</strong>, con alcune immagini del paese e in particolare al <strong>Palazzo Rosselli,</strong> nel quartiere San Giovanni.</p>
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<p>I video delle presentazioni svolte a Gimigliano, Roma, Torino e Venezia, così come le pagine dei giornali che hanno dedicato uno spazio al nostro lavoro sono raccolti in due sezioni del sito.</p>
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<p><em>Il progetto del sito è stato curato in toto da Provisiva, azienda di grafica e progettazione web di Catanzaro.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<a href="http://www.rossellidigimigliano.it/wp-content/uploads/2015/05/pubblicazione.pdf" target="_self" class="qbutton normal_button medium left" style="font-style: normal; font-weight: 500; "><span>Scarica il PDF</span></a>
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		<title>Peppina Minervini (Assessore alla Cultura del Comune di Gimigliano.)</title>
		<link>https://www.rossellidigimigliano.it/peppina-minervini-assessore-alla-cultura-del-comune-di-gimigliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 10:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rosselli di Gimigliano è stato ideato con lo scopo di voler contribuire al processo di valorizzazione della storia della Città...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rosselli di Gimigliano</strong> è stato ideato con lo scopo di voler contribuire al processo di valorizzazione della storia della Città di Gimigliano, per fare memoria e arricchire le nuove generazioni, attraverso un viaggio nel tempo, per ricostruire una grande storia familiare fin dall&#8217;anno mille che racconta la vita e le opere dei personaggi illustri della <strong>famiglia Rosselli</strong>.</p>
<p>Investire in cultura significa promuovere la crescita globale di una intera comunità e <strong>Daniele Rosselli</strong>, giovane ingegnere di origini gimiglianesi che vive a Mestre, convinto che studiare il proprio passato non è una fuga dalla realtà, ma una necessità per chi vuole capire il presente, sentendo forte il richiamo e il legame con la propria terra d’origine, ha inteso ripercorrere la storia della propria famiglia, con la consapevolezza di fare rivivere uno spaccato parziale del nostro bagaglio storico e culturale.</p>
<p>Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di <strong>Gimigliano</strong>, hanno accolto con grande entusiasmo la presentazione del libro, e per questa opportunità, ringraziano vivamente Daniele che con il suo lavoro e impegno, ha contribuito a ricercare le proprie radici e a riportare a galla quei ricordi che supportati da documenti e fatti, hanno dato vita a un lavoro interessante, che sicuramente contribuirà ad arricchire la nostra comunità in quanto il ricordo, in tutte le sue possibili articolazioni, assume il valore di bene culturale da custodire e fruire pubblicamente.</p>
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		<title>GUESTBOOK</title>
		<link>https://www.rossellidigimigliano.it/guestbook/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 13:36:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[guestbook]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Saremo lieti di ricevere una tua breve frase o anche poche parole da condividere con tutti quelli che visiteranno il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Saremo lieti di ricevere una tua breve frase o anche poche parole da condividere con tutti quelli che visiteranno il nostro sito, per un commento, un giudizio o semplici considerazioni sui contenuti  delle varie sezioni e più in generale sul libro; su quello che le immagini e le parole hanno generato in te, in termini di emozioni, di sentimenti, di sensazioni, di stati d&#8217;animo. Anche dei consigli e/o delle critiche costruttive saranno ben accetti, purchè scaturiti dal cuore, con l&#8217;intento di migliorare aspetti delle informazioni contenute nel sito che vorreste vedere modificate, aggiunte o eliminate.</p>
<p><strong>Non vediamo l&#8217;ora di ricevere i tuoi messaggi  che verranno pubblicati proprio qui! Ti aspettiamo!</strong></p>
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		<title>Maria Muccillo (Università di Roma ‘La Sapienza’)</title>
		<link>https://www.rossellidigimigliano.it/maria-muccillo-universita-di-roma-la-sapienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rosselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 11:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.rossellidigimigliano.it/maria-muccillo-universita-di-roma-la-sapienza/">Maria Muccillo (Università di Roma ‘La Sapienza’)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.rossellidigimigliano.it">Rosselli di Gimigliano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div      class="vc_row wpb_row " style=' text-align:left;'><div class=" clearfix"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper"></div></div></div></div></div><div      class="vc_row wpb_row " style=' text-align:left;'><div class=" clearfix"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Recensione al libro di Daniele Rosselli, Guglielmo Rosselli, Alessandro Rosselli,Rosaria Trapasso, <em>I Rosselli di Gimigliano Dalle origini a noi</em>, Sigismundus Editrice, di Davide Nota, Ascoli Piceno 2014, pp. 6-407. (ISBN 978-88-97359-456)<br />
In una <em>Nota</em> sull’ermetismo pubblicata in uno dei suoi libri più importanti, il compianto prof.Eugenio Garin, illustre storico della filosofia rinascimentale e Direttore dell’ Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze, scriveva : “La monumentale edizione [scil. la edizione del <em>Pymander</em> e dell’<em>Asclepius</em> attribuiti a Mercurio Trismegisto con il Commento di Frate Annibale Rosselli ] , che allo Scott sembrava illegibile, è in realtà piena di interesse, anche per le molte notizie storiche e geografiche che contiene.Né il lettore deve dimenticare la sua vicinanza nel tempo alle opere di Francesco Patrizi”( Cfr. E. Garin, <em>La cultura filosofica del Rinascimento italiano</em>, G.C. Sansoni Editore, Firenze 1961, p. 152, n. 3). Il giudizio dell’illustre maestro di studi rinascimentali non poteva passare inosservato a chi, come la sottoscritta, aveva intrapreso, fin dai tempi della sua tesi di Laurea lo studio delle opere filosofiche di un altro seguace dell’ermetismo rinascimentale, Francesco Patrizi(Cherso 1529- Roma 1597),che, negli stessi anni in cui Rosselli insegnava a Cracovia e pubblicava il suo monumentale commento al <em>Pymander</em> e all’ <em>Asclepius</em> tra il 1585 e il 1590, scriveva la <em>Nova de universis philosophica </em>(pubblicata nel 1591 a Ferrara), cioè la sua <em>summa</em> filosofica, tutta permeata di sapienza ermetica e platonica, e avanzava, nel nome del platonismo, dell’ermetismo e della antica sapienza caldea, un nuovo progetto di riforma culturale e religiosa. Con esso sarebbe stato possibile, a suo avviso, arginare e combattere più efficacemente dell’aristotelismo dominante nelle scuole e nelle istituzioni ecclesiastiche , la deriva eretica a cui sembrava destinata l’Europa dopo la Riforma luterana che ne aveva pesantemente compromesso l’unità religiosa, rischiando di distruggerla definitivamente. Dall’interesse per la concezione filosofica di Patrizi, scaturì l’esigenza di un approfondimento della conoscenza anche dell’opera di Annibale Rosselli, che subito, per la sua imponenza e ricchezza di tematiche, si impose come meritevole di uno studio a sé, per le sue caratteristiche peculiari, indipendentemente dai possibili riferimenti che essa poteva presentare con le opere del filosofo chersino. Il vastissimo commento di Annibale Rosselli, che abbraccia nel complesso 7 libri ( sei libri tutti pubblicati a Cracovia presso lo stesso editore( ex Typographia Lazari) più un libro, il nono, pubblicato a Poznan presso un altro editore( In Officina Typographica Ioannis Wolrabi), ma nel disegno originario doveva ne doveva abbracciare ben 10, può essere considerato come una grande sintesi della cultura filosofica e teologica rinascimentale, che riunisce insieme tradizione scolastica, tradizione ermetica e tradizione classica, attribuendo a ciascuna una sua funzione, diversa ma, nelle intenzioni dell’autore, compatibile e non esclusiva delle altre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dai pochi e, necessariamente parziali, studi che la sottocritta è riuscita a svolgere sul Commento di Annibale Rosselli è stata forse indirettamente incoraggiata la lodevole iniziativa dei discendenti del filosofo calabrese, e in particolare di Daniele Rosselli e dei suoi più stretti congiunti, di condurre una specifica ricerca che ricostruisse, sulla base della documentazione esistente la storia della famiglia a cui apparteneva anche il filosofo e teologo Annibale. Come afferma l’autore principale del libro, Daniele Rosselli, nell’ Introduzione, si è trattato non solo di restituire, con questo viaggio affascinante, sebbene faticoso, nel passato della propria famiglia, concretezza storica a figure e personaggi conosciuti ed amati solo attraverso la narrazione del propri familiari e di rintracciare il filo che li ha tenuti, per così dire, uniti nel corso dei vari secoli; ma anche di individuare meglio le radici più profonde di un certo mondo di valori, di ideali, di interessi e persino di ‘tratti caratteriali’ ancora presenti nei membri della famiglia: “&#8230;ripercorrendo la storia della mia famiglia attraverso i secoli, ho riscoperto come alcune scelte di vita, fatte da me e dai miei parenti oggi, fossero già state percorse da alcuni dei miei antenati nei secoli passati.”(p.12). Già l’antico antenato filosofo e teologo Annibale si soffermava a descrivere, nelle pagine del suo Commentario, la regione e il suo luogo di nascita, Gimigliano, e a ricordare il nome della madre, e del padre sottolineando, con una punta di orgoglio, che era di buona famiglia (‘bene natus), e non privo di cultura (‘ haud litterarum ignarus’), mostrando con ciò uno spirito di attaccamento alla propria terra, alla propria famiglia e un apprezzamento della cultura che sembra essersi trasmesso alle generazioni successive dei Rosselli, come dimostrano i molti documenti che, a partire da un certo momento in poi, sono stati accuratamente raccolti da vari membri della famiglia per tramandare notizia di sè alle generazioni future. Con Annibale Rosselli e Tiberio Russiliano vissuti nel XV e XVI secolo, dopo una ricostruzione delle origini di Gimigliano e del nucleo originario della <strong>famiglia Rosselli</strong> proveniente forse da Arezzo e dopo vari spostamenti in Italia e in Europa, stabilitasi nel territorio di Gimigliano, inizia propriamente la storia documentata della famiglia Rosselli. <strong>Tiberio Rosselli</strong>, più noto agli studiosi di storia della filosofia come Tiberius Russilianus Sextus Calaber , vissuto tra il 1490 e il 1560 ( forse, come nel libro si suppone, nato anch’egli a Gimigliano) , lasciò notevole traccia di sé come studioso di filosofia ( notizie di lui ci fornisce Agostino Nifo, notissimo filosofo aristotelico, che gli fu maestro), uno spirito intelligentissimo quanto inquieto, con forti tendenze verso correnti filosofiche di orientamento esoterico e mistico ( è stata documentata dagli studiosi la sua vicinanza alle posizioni di Pico della Mirandola, di cui veniva considerato come una ‘reincarnazione’, sebbene ne criticasse, da astrologo, le tesi contro l’astrologia), al confine con la magia, cosa per cui fu accusato di eresia. E’ da osservare che gli scritti di questi due personaggi, e soprattutto quelli di Annibale, costituiscono la fonte pressoché unica per individuare alcuni elementi interessanti della figura del padre di Annibale, Gianbattista Rosselli, che qui si ipotizza possa essere stato appunto il fratello dell’inquieto filosofo Tiberio, che fu quindi probabilmente zio di Annibale, circostanza finora ignorata dagli storici, tra cui la sottoscritta, dei due autori, che a quanto mi risulta, nessuno sembra avere prima messo in relazione, nonostante le molte affinità tra li accomunano.Ma il più antico degli esponenti della famiglia di cui Daniele Rosselli è riuscito a raccogliere notizie è <strong>Gaspare Rosselli</strong>, di origine napoletana, ecclesiastico, vissuto tra il 1440 circa e 1520 circa, che lasciò un suo beneficio ecclesiastico situato nelle vicinanze di Gimigliano al nipote gimiglianese <strong>Giovanni Vincenzo Rosselli</strong>, contemporaneo di Tiberio, anch’egli ecclesiastico, cosa che spiegherebbe il passaggio e l’insediamento dei Rosselli da Napoli a Gimigliano.<br />
Nella ricostruzione di questa prima fase documentata della storia della <strong>famiglia Rosselli</strong> assai utile risulta la presenza, nel capitolo dedicato ai due filosofi e teologi, di citazioni testuali di buona parte della documentazione erudita disponibile sulla loro biografia, che mostra molto bene come il giudizio su questi personaggi, conosciuti e tenuti in grande considerazione alla loro epoca e nel secolo successivo( del Commentario di Rosselli venne pubblicata una seconda edizione a Colonia nel 1630), sia venuto in seguito mutando non solo a causa del fatto che le loro opere divennero sempre meno accessibili e non furono quindi più lette; ma anche, ovviamente, per il mutare dei criteri di valutazione e delle concezioni filosofiche tra la fine del Rinascimento e l’età moderna. Ma è da apprezzare, anche, in questo stesso capitolo,il tentativo, non facile, di riassumere il contenuto dell’immenso Commentario di Annibale che abbraccia, dal suo specifico punto di vista di filosofo innamorato dell’ermetismo e insieme di sincero teologo cattolico, quasi tutti gli aspetti della problematica filosofica e teologica dell’epoca, con notevoli excursus di carattere storiografico, naturalistico, geografico,storico-politico e persino letterario e poetico, che vennero utilizzati come preziosa fonte di informazione su contesti storico-politici e geografici dell’ Europa di questo periodo.</p>
<p>Questo libro tuttavia, sebbene dedichi opportunamente alla figura dei due filosofi rinascimentali largo spazio, non è, come potrebbe sembrare da quanto si è fin qui detto, un libro sui due filosofi della famiglia. In realtà esso è, come si è rilevato, il frutto di una iniziativa nata da un desiderio di conoscenza del passato in funzione della comprensione del proprio presente, e non poteva quindi fermarsi al ricordo dei suoi primi, sia pure autorevolissimi, esponenti. La via prescelta da questo giovane ingegnere, improvvisatosi ricercatore e storico, e dai suoi familiari per effettuare questo percorso conoscitivo è insieme la via più antica, ma anche, a mio avviso, l’unica che si potesse intraprendere nell’atto di svolgere una ricerca di questo genere. Cioé quella della raccolta e analisi delle fonti e delle testimonianze, del ritrovamento dei documenti originali e della loro interpretazione e confronto, insomma,la via dell’ erudizione, nel suo significato più nobile. Sì, perché se per quel che riguarda le epoche più lontane, la documentazione poteva essere rappresentata soprattutto da quanto gli esponenti stessi della famiglia tramandavano o lasciavano trasparire dalle loro opere, come accade soprattutto per Annibale, in relazione alle epoche successive si è dovuto far ricorso a vere e proprie ricerche di Archivio, parrocchiali e non, a caccia di date di nascita, di morte, di atti matrimoniali e notarili, e di documenti catastali. Con encomiabile impegno ed entusiasmo Daniele Rosselli li è andati a ricercare nei luoghi anche lontani, dove poteva pensare di trovare qualche vestigio di un proprio antenato, e là dove non trovava documentazione, riportava con sè per lo meno l’immagine del luogo in cui il suo lontano congiunto aveva vissuto ( si veda, ad esempio, l’immagine della Chiesa del Convento di San Bernardino,a Cracovia, dove Annibale Rosselli visse e insegnò fino alla sua morte) (v. Immagini n. 14 e 15 del capitolo 17, dedicato a “I luoghi dei Rosselli”). In tal modo gli è riuscito di recuperare la continuità delle varie generazioni di Rosselli tra il Quattrocento e il Cinquecento, e tra la fine del Seicento in poi, con una interruzione tra la fine del secolo XVI e la seconda metà del XVII, dovuta a un vuoto di documentazione ( si veda la Tavola genealogica acclusa al volume, dei cui criteri di formazione Daniele Rosselli ci dà informazioni nella “Premessa. Come nasce l’idea”, pp. 21-23).</p>
<p>Nel XVIII secolo spicca tra gli esponenti della famiglia la figura di <strong>Mons. Tiberio Rosselli</strong> ( 1716-1793 circa), Cameriere d’onore di papa Benedetto XIV e di Papa Pio VI, insigne personalità di ecclesiastico che intraprese una intensa attività diplomatica per la riappacificazione dello Stato Pontificio con il Regno delle due Sicilie. Alla sua iniziativa, a quella dell’ Abate Giacomo, altro insigne rappresentante della famiglia, nella seconda metà del Settecento, e a quella di <strong>Federico Guglielmo Rosselli</strong>, alla fine dell’ Ottocento, si deve molto probabilmente la formazione dell’ ‘Archivio Rosselli’, come come patrimonio di memorie da tramandare e conservare per i discendenti della famiglia. In esso sono custoditi i documenti che segnano le tappe più importanti della storia familiare e che vengono ad assumere tanto maggior valore in quanto intenzionalmente volti a tramandare ai loro discendenti, quasi a mo’ di esempio ed emulazione, il ricordo delle gesta compiute dai vari membri della famiglia nelle loro rispettive funzioni. Nell’ambito di questa ricerca l’importanza dell’ ‘<a href="https://www.rossellidigimigliano.it/larchivio/">Archivio Rosselli</a>’ è notevole in quanto costituisce l’unico resto miracolosamente sopravvissuto di un patrimonio documentario e librario che deve essere stato cospicuo, e che è andato distrutto durante l’assedio e l’incendio di Gimigliano da parte dell’esercito napoleonico nel 1807, in cui venne raso al suolo l’intero paese rimasto fedele ai Borboni, e con esso le biblioteche delle famiglie più in vista della città, fra cui quella della famiglia Rosselli. Molto opportunamente il libro dei Rosselli dà una elencazione e descrizione dei nove tra documenti e libri maniscritti in esso conservati che attestano, ancora una volta, l’importanza dei ruoli svolti da alcuni membri della famiglia, soprattutto da mons. Tiberio Rosselli ( a cui sono riferiti due documenti che attestano la sua influenza presso le più alte cariche della gerarchia politica ed ecclesiastica dell’ epoca) e di <strong>Giacomo Rosselli</strong> di cui si conserva la Bolla pontificia di elezione ad Abate del Monastero di S. Maria di Pesaca, a Taverna. Altri documenti presenti nell’ ‘Archivio’ testimoniano , inoltre, dell’interesse che i membri stessi della famiglia cominciano a nutrire nei confronti dei più antichi esponenti della famiglia vissuti nel XV-XVI secolo, e cioè dei filosofi e teologi <strong>Tiberio</strong> e <strong>Annibale Rosselli</strong>. Di quest’ ultimo troviamo due raffigurazioni, una costituita da un ritratto vero e proprio scoperto e conservato da uno sconosciuto membro della famiglia; e l’altra presente in un manoscritto contenente la copia delle pagine di inizio e di fine dei vari volumi del <em>Commentario al Pymander</em> dello stesso Frate Annibale, con un chiaro interesse alla registrazione della cronologia della loro composizione . Nell’’Archivio’ sono anche conservati testi rari come i <em>Miscellanea</em> patria di Domenico Lamannis, membro acquisito della famiglia, pubblicati nel 1828, che trasmette notizie su vari membri della famiglia Rosselli e sulla loro attività, tra cui anche le biografie di Annibale Rosselli e Tiberio Russiliano, nonché di Mons. Tiberio Rosselli, ecclesiastico e diplomatico, a cui si è già fatto cenno; e pagine, forse appositamente salvate dalla distruzione che investì la biblioteca dei Rosselli nel 1807, tratte dal libro di Tommaso Aceti, Gabrielis Barrii Franciscani de antiquitate et situ Calabriae libros, Roma 1737, in cui sono contenute biografie di esponenti della famiglia Rosselli. Troviamo ancora nell’’Archivio’, una copia manoscritta dell’ Oratio funebris per la morte del re Stefano I Bathory, pronunziata da <strong>Annibale Rosselli</strong> alla presenza del nuovo re Sigismondo III nel 1588, e che venne poi stampata dal Lazari nel 1590 a Cracovia, trascritta da una rara pubblicazione presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Misc. Vol.634-12); e una raccolta di notizie di personaggi illustri di Gimigliano in latino, qui denominata ‘Manoscritto Rosselli’, contenente anch’essa sezioni relative ai maggiori esponenti della famiglia Rosselli, basata sulle notizie riferite nei Miscellanea patria del Lamannis e quindi ad essa posteriore. Nel libro dei Rosselli si ipotizza che tali manoscritti possano essere ricondotti alla mano di Federico Guglielmo Rosselli in possesso di un grado di istruzione che lo rendeva capace di leggere e scrivere in latino, e che, vivendo a Roma nella prima metà del Novecento, avrebbe avuto l’agio di consultare direttamente le opere edite del Rosselli e trascriverne delle parti. L’illustrazione del contenuto dell’ ‘Archivio Rosselli’ è corredato di un ampio repertorio fotografico, che permette al lettore di apprezzare visivamente il carattere di tale documentazione. Di grande interesse è, in questo libro della ‘memoria’ dei <strong>Rosselli di Gimigliano</strong>, il capitolo dedicato alle riproduzioni del frontespizio del Commento al Pymander di Annibale e l’intestazione e alcune pagine particolarmente significative del discusso Apologeticus adverus cucullatos di Tiberio Rosselli, pubblicato a Parma nel 1519, che fruttò all’autore una accusa di eresia, e l’inizio di una persecuzione dell’ Inquisizione che lo portò dapprima in carcere, e poi, evaso con l’aiuto di amici ed estimatori, a girovagare per varie città italiane, fino alla Sicilia e alla Tunisia. Si tratta di un testo rarissimo, posseduto da due sole biblioteche, la Bibliothèque Mazarine di Parigi e quella dell’Archiginnasio di Bologna, di cui , dimostrando grande sensibilità, gli autori di questo libro hanno voluto divulgare la conoscenza riportando la immagine di molte delle pagine più significative atte a documentare gli interessi anche astrologici del loro antenato, dimostrati dal grande numero di diagrammi in essa presenti. Ma ancora più raro è un manoscritto di tre pagine, di mano di Tiberio, presente in una edizione di opere di Pomponazzi del 1521, contenente altresì il testo di Nifo contro il De immortalitate animae, conservato nella Biblioteca Civica di Cosenza, in cui si narra l’evento straordinario di un infortunio avvenuto nella città di Palermo nel 1527 in occasione di una festa di nozze, dal titolo Casus novus et nunquam aliis visus infortuniorum, con sigla dell’autore. Tali pagine, conosciute e utilizzate da pochissimi, se non pure da un solo studioso ( L. De Franco, Filosofia e Scienza in Calabria nei secoli XVI e XVII, Edizioni Periferia 1988), rivestono una notevole importanza per la ricostruzione della biografia del personaggio, e forse anche per certi elementi peculiari della sua concezione filosofica.</p>
<p>Non mi soffermerò ad illustrare le molte altre notizie e informazioni relative ai numerosi membri più recenti maschili e femminili della famiglia Rosselli( spicca il nome di Cassandra Rosselli( 1760 circa-1820 circa), madre dell’apprezzato matematico Giuseppe Scorza, n. 1781), limitandomi a rilevare come essi abbiano tutti in campi diversi continuato a tenere alto il nome e il livello culturale e sociale della famiglia, e, per quanto può rilevare lo sguardo di un lettore esterno, a conservare una certa tradizione di vicinanza alla chiesa cattolica, di rispetto e attaccamento per la famiglia e alla propria terra di origine, che sembra potersi ritenere un tratto caratteristico di questa casata.<br />
Infine, non di scarso valore informativo sono le molte notizie raccolte intorno allo stesso paese di Gimigliano, al suo nome, alla sua storia, e le fotografie di epoca del paese stesso e degli esponenti e delle abitazioni dei vari membri della famiglia. Il libro che Daniele Rosselli, con la collaborazione dei suoi genitori e del fratello Alessandro, ha voluto dedicare al ricordo della propria storia e della propria tradizione familiare, al di là di qualche inconveniente di carattere tipografico (come la ripetizione delle pagg.102-106) e di alcune imprecisioni, dovute forse a una svista(ad es., in relazione al Commento al Pymander che non riguarda le Sentenze di Pietro Lombardo, p. 50), inevitabili in una ricerca di tale estensione cronologica, intrapresa peraltro da uno storico non di professione, alla sua prima esperienza in questo difficile campo di ricerca, costituisce un contributo importante alla conoscenza della storia culturale, politica e sociale non solo della sua famiglia, ma anche di Gimigliano, della Calabria e dell’ Italia stessa, e mette a disposizione degli studiosi un materiale documentario assai utile all’approfondimento degli studi su vari aspetti della vita culturale, politica e religiosa della Calabria, e in particolare, costituiscono uno stimolo ad una migliore conoscenza di autori che, come Annibale e Tiberio Rosselli, hanno svolto, nel panorama della cultura filosofica e teologica rinascimentale, un ruolo sicuramente di maggiore importanza di quello che finora è stato ad essi dagli studiosi riconosciuto.</p>

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