Blog

Come cambierà il mercato del lavoro da qui al 2050

“La vita ha due doni preziosi: la bellezza e la verità. La prima l’ho trovata nel cuore di chi ama e la seconda nella mano di chi lavora” (K. Gibran 1883, 1931 ).

 

Se oggi dovessi dire ai miei figli cosa sarà meglio studiare da qui ai prossimi anni per prepararsi al meglio ad accedere al mondo del lavoro tra venti/trent’anni, avrei qualche difficoltà a rispondergli, al di là del fatto che li orienterei comunque verso lo studio delle materie scientifiche, se le loro caratteristiche e attitudini personali lo consentiranno. Al di là del macro campo delle materie così chiamate STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), aggiungerei una I davanti alla T nell’acronimo, che sta per Information Technology, includerei più specificamente le materie informatiche, sempre più centrali nel panorama professionale e lavorativo. Le materie umanistiche per quanto costituiscano un elemento fondamentale per la cultura umana in generale, non le ritengo nevralgiche per costruire una mente analitica di un ragazzo che si debba formare seguendo certi stimoli tecnologici che lo porteranno a confontarsi in futuro con le nuove competenze. È vero che non possiamo trascurare letteratura, filosofia e arte, ma lo farei con un numero ristretto di studenti per includere solo il minimo necessario di risorse destinate a questi studi per mantenere vive quste materie e al contempo permettere a chi opera in questi macro settori di avere una certa autonomia economica una volta formati e pronti a lavorare. Aprirei invece senza limiti di posti gli studi scientifici in campo ingegneristico, medico e informatico perchè il futuro lo vedo focalizzato sempre di più su questi contenuti. Ma è una mia personale ricetta, probabilmente sbagliata. Chiedo venia se questa mia valutazione urta la sensibilità degli umanisti e di chi legge in genere. Il mondo del lavoro sta cambiando talmente velocemente che tra venti/venticinque anni non possiamo neanche immaginare quali potranno essere le nuove professioni. Provate a dire ai nostri genitori o ai nostri nonni negli anni ottanta dello scorso secolo che i loro figli o nipoti negli anni venti del secolo successivo sarebbero diventati social media manage, influencerr, blogger o youtuber. La tecnologia sta prendendo talmente tanto piede e a una velocità spasmodica, che vecchie professioni stanno diventando assolutamente prive di significato in quanto i nuovi sistemi tecnologici possono sostituire l’uomo con maggiore efficienza ed efficacia nello svolgimento di alcune mansioni. L’introduzione nelle nostre vite dell’automazione robotica, dell’intelligenza artificiale, delle biotecnologie e soprattutto nel mondo del lavoro, sta rivoluzionando le attività lavorative specifiche, velocizzando alcune fasi di processo e azzerando il rischio di errore umano. Questo come risvolto della medaglia pone grandi rischi di sopravvivenza per alcune categorie lavorative che verranno soppiantate dalle macchine. La guida autonoma nel settore automotive sta entrando più lentamente per difficoltà oggettive nel gestire la transizione da guida umana a totale guida autonoma e quindi il transitorio in cui convivono le due modalità di gestione della guida. È difficile per le macchine a guida autnoma riuscire a prevedere la guida a volte priva di regole degli umani. Ma per il futuro sarà quella la soluzione agli spostamenti, abbattendo drasticamente il numero di incidenti e quindi i tanti morti e feriti che l’uomo con la sua guida causa per superficialità, distrazione, malori, colpi di sonno, abuso di alcol e droghe, frustrazione e mancanza assoluta di rispetto delle regole.

Molti lavoratori verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale: la segretaria in uno studio, il traduttore di testi, l’analista di dati, l’archivista e come questi tanti altri. La macchina riesce ad analizzare in pochi istanti molti più dati di quello che può fare il cervello umano e quindi il risultato del lavoro svolto diventa incredibilmente migliore, da un punto di vista di tempi di esecuzione e della sua qualità. Immaginatevi cosa succederebbe in un tribunale se a cercare una pratica in un archivio ci fosse un’intelligenza artificiale che in frazioni di secondo può scansionare milioni di dati, oppure in un catasto la stessa macchina deve cercare i dati che afferiscono a un dato conominio.

Per la generazione che oggi inizia a sedere sui banchi di scuola dalle scuole primarie è importante ritagliare dei percorsi di studio ad hoc in modo da arrivare preparati al momento fatidico in cui dovranno entrare nel mercato del lavoro.

La porta per accedere al mondo del lavoro sarà più stretta di quella di oggi perchè molti lavori a basso contenuto tecnico verranno spazzati via, quindi solo quelli che hanno investito nella specializzazione potranno trovare facilmente lavoro e dare il contributo al progresso e al miglioramento continuo.

Gli altri probabilmente rimaranno spiazzati da questa evoluzione.

Allo studio, a livello globale, vi è un reddito di cittadinanza universale dove le grandi compagnie che beneficeranno delle nuove tecnologie e che grazie a queste avranno sempre meno bisogno di lavoratori umani, devolveranno parte dei loro introiti a questa tassa universale, perchè come tutti sappiamo per le logiche della globalizzazion, un prodotto costruito a basso costo in una fabbrica in estremo oriente va a essere utilizzato in una regione progredita del mondo occidentale. La perdita del lavoro di quell’operatore dovrà essere compensato dall’azienda worldwide che venderà il prodotto a prezzi alti e che al contempo non utilizzerà più risorse umane bensì robot antropomorfi per costruire il dato prodotto.

Ai giovani consiglio di capire bene cosa vogliono fare nella vita, conoscere bene loro stessi, costruire una propria struttura caratteriale importante, quali sono aspirazioni, passioni, inclinazioni e a quel punto scegliere il percorso più consono alle loro caratteristiche. Tanto è probabile che nel 2050 ci saranno nuove professioni che oggi non ci possiamo neanche immaginare.

Lo studio resta comunque la forma migliore per capire il mondo e le sue molteplici sfaccettature e poter vivere da protagonisti la trasformazione e le sfide che l’umanità da qui ai prossimi decenni dovrà affrontare.

Buona lettura

 

Nota a margine del testo:

In questo lavoro i dati, i contenuti e le affermazioni citati sono stati raccolti da testi studiati oppure catturati da siti internet attendibili e verificati. Tutti i riferimenti , se presenti, sono citati in bibliografa e sitografia e puntualmente a piè di pagina dove citati. Mi scuso fin da subito per qualsiasi errore e imprecisione nei riferimenti, nei dati, citazioni, affermazioni e descrizioni, se gli errori abbiano in qualche modo urtato la sensibilità del lettore, anche semplicemente per onore di verità. Mi rendo da subito disponibile a effettuare tutte le correzioni necessarie, ponendo in evidenza le inesattezze riportate. Sappiate che la buona fede dello scrivente è garantita.

No Comments

Leave a Comment

12 + 1 =